Cari Concittadini, siamo arrivati alla terza parte dell'articolo, non è detto che sia l'ultima. Nel frattempo potete leggerla in attesa di nuove comunicazioni.

TERZA PARTE e forse non ultima parte

Che altro dire? Quello che potevamo fare l’abbiamo fatto, quello che dovevamo dire è stato detto. Le parole con cui ci hanno apostrofato anche quelle dette! La più grande speculazione edilizia e fallimentare degli ultimi venticinque anni della storia di Muggiò, sembra sia arrivata all’epilogo.

Da quel luogo è partita la campagna elettorale nel 2014 di questa giunta e li si concluderà questo decennio di governo con l’attuale Sindaco, sicuramente con il primo colpo di cannone per la demolizione (era già scritto). Ribadiamo ancora una volta che per il Comune è stata una vittoria di Pirro a fronte dei denari spesi. Quello che sorgerà al suo posto non sappiamo ad oggi se è lungimirante o meno, ma visto quanto raccontato fino adesso sappiamo che la lungimiranza non fa parte di questa Giunta Comunale. Sappiamo che buona parte dei parcheggi non verrà toccato. Ribadiamo che se non fosse stato per l’associazione con gli altri firmatari della lettera-denuncia inviata nel 2019, probabilmente si sarebbe chiuso il ciclo senza metterci mano. Hanno sempre sostenuto che non si potevano fare pressioni alla curatela, che le strade intorno non erano di competenza comunale, E QUINDI? Tutti avevano il diritto di fare quello che volevano? Di riversare tonnellate di rifiuti? Per poi spendere i soldi dei contribuenti per pulire l’area? Non resta che aspettare di vedere cosa succederà. Sono vent’anni anni che aspettiamo anno più anno meno, non cambiano la vita. Sicuramente monitoreremo e denunceremo ogni abuso e ogni consumo di suolo in una zona degradata, che doveva essere protetta! L’ultimo articolo in ordine di tempo lo trovate qui: http://www.taccona.it/.../106-i-sogni-son-desideri-a-volte

SERVIZI E TRASPORTO PUBBLICO

Correva l’anno 2010 quando l’’Associazione denunciò con un’assemblea pubblica la carenza di medici e pediatri nel territorio di Taccona. Allora c’era un medico e nessun pediatra a fronte di una popolazione residente di settemila abitanti. Oggi…c’è sempre un medico e sempre nessun pediatra! Per onestà dobbiamo dire che nel 2015 si presentò il secondo medico ma a causa del pensionamento di quello già presente si tornò indietro e tutto rimase fermo. Per il trasporto pubblico nel 2016/2017 ci vide partecipi di una battaglia in collaborazione con un gruppo auto costituitesi GIU’ LE MANI DALLA Z225 e Z227, in questo caso fummo attaccati frontalmente dai soliti fenomeni social. L’attuale giunta invece che supportare i cittadini nella raccolta firme, pensò bene di farne una parallela, dalla serie “Loro se le cantano e loro se le suonano”. Peccato che l’informazione della soppressione che ai cittadini arrivò tramite stampa locale, ai politici del territorio arrivo dalle riunioni del Consiglio Provinciale mesi prima, inutile dire che venuti in possesso delle registrazioni dei consigli provinciali (dopo accesso agli atti), la maggior parte dei Sindaci della Provincia di Monza declinarono di contribuire per evitare la cancellazione di alcune linee tra cui le sopracitate, a discapito anche di Muggiò e in particolar modo di Taccona che si è trovata a non avere nessuna linea di trasporto pubblico che la collega con l’ospedale San Gerardo nei giorni festivi, per i giorni feriali invece intervenne la Regione. Sul sito www.taccona.it c’è una sezione apposita dove sono pubblicati tutti gli articoli nostri e della stampa locale, riguardo la vicenda.

Non sta a noi giudicare l’efficienza degli Uffici Comunali, se è giusto meno che per fare un certificato all’ufficio anagrafe bisogna prendere l’appuntamento come una visita specialistica oppure andare il martedì giornata lavorativa per la maggior parte delle persone, però giudichiamo che nel quartiere non esiste uno sportello comunale per favorire chi non ha la possibilità di spostarsi in centro e non tutti i cittadini sono informatizzati e autonomi, sarebbe molto semplice considerato l’anello di fibra dedicata (tanto decantata), istituire un ufficio decentrato anche a giorni alterni. Ultimo punto del capitolo: sembra assurdo ma in un quartiere di settemila abitanti non è presente uno sportello bancomat. E’ vero che se una banca decide di abbandonare il territorio non si può imputare al Comune la carenza, ma è anche vero che è presente un Ufficio Postale e ci sembra opportuno che una amministrazione comunale possa fare pressioni per attivare uno sportello presso il medesimo. Ma non sarà mai che a nessuno interessa, anche e soprattutto per motivi di sicurezza? Vi rimandiamo al capitolo ONERI e ONORI forse la spiegazione è scritta in li! Intanto a chi serve un documento deve prendere l’appuntamento magari cercando di farlo collimare con la necessità di contanti e un mezzo per recarsi in centro; sia chiaro non stiamo scrivendo di persone più o meno giovani e autonome che volendo possono andare a piedi.

CONCLUSIONI…ma non è detto.

Quello che avete letto in questi giorni ovviamente è riferito al quartiere Taccona, non abbiamo volutamente spingerci oltre il confine del Villoresi, avremmo potuto scrivere della Caserma dei Carabinieri, della Sala Pasolini, dell’hotel Imperial, del Parco di Villa Casati ecc.. ma le valutazioni dell’operato di questa Giunta per il resto del territorio cittadino le lasciamo ad altri. Non che non ci compete, ma semplicemente per evitare polemiche assurde e poi noi siamo un comitato di quartiere. I presupposti ad inizio mandato erano tali da fare sperare per una collaborazione tra l’associazione e l’amministrazione, così purtroppo non è stato, si è cercato di svicolare su temi importanti come la sicurezza, la manutenzione, il verde pubblico e i servizi. Nessuno ha mai bussato alla nostra porta chiedendo “ma voi cosa ne pensate?”. Il nostro “supporto” cessò dopo che… non ve lo diciamo! Vi invitiamo a leggere i due articoli pubblicati in tempi non sospetti e lontano da campagne elettorali, così giusto per favi una idea:

UNA IDEA DIVINA (http://www.taccona.it/index.php/articoli/88-una-idea-divina)BIANCO, LINDO E PURO COME UN BRACCIALETTO (http://www.taccona.it/.../92-bianco-lindo-e-puro-come-un...). La nostra concezione di “collaborazione” non si sarebbe dovuta fermare a partecipare alle varie manifestazioni più o meno ludiche, andava oltre…auspicavamo un confronto sulle tematiche e problematiche del quartiere, ma quasi da subito capimmo che era una strada a senso unico e non certo diretta verso il quartiere. Ci abbiamo provato!

Il titolo dell’articolo è stato volutamente riferito al lustro. Nell’antica Roma il lustrum era il sacrificio espiatorio che i censori offrivano agli dèi ogni cinque anni al decadere dalla carica, una sorta di atto purificatorio. Ma significa anche brillante, luccicante; oltre ad identificare uno spazio temporale di cinque anni. Rimettiamo a voi la scelta del giudizio.

Auguriamo a chi verrà dopo di fare tesoro di quanto abbiamo scritto, per non ripetere gli errori fatti. e che sia chiaro rimane sempre il nostro personalissimo pensiero ma difficilmente contestabile visto la direzione presa. Auspichiamo che buona parte delle figure che ora siedono intorno al tavolo del consiglio comunale si eclissino lasciando spazio a persone ed idee innovative con una cultura del bene comune diversa da quanto portato avanti in questo Comune nell’ultimo ventennio e non solo in questo doppio lustro, ricordando che dall’ultimo rapporto ISPRA AMBIENTE del 2022 la nostra città è seconda in classifica per consumo di suolo, dopo Lissone e quindi non “lustra” certo per ripensamenti di spazi edificati e valorizzazione dello spazio libero, tutt’altro!

Stiamo verificando alcune segnalazioni e informazioni pervenute in Associazione, per ora non annunciamo nulla. Ringraziamo chi con pazienza ed interesse a letto fino ad oggi questi pensieri, che crediamo condivisibili da alcuni cittadini, dei fenomeni da tastiera sui social personalmente poco ci interessa, li lasciamo navigare nel loro brodo primordiale.

IL DIRETTIVO

Cari Concittadini, come annunciato pubblichiamo la seconda parte. Nella prima abbiamo affrontato argomenti più o meno sotto gli occhi di tutti. Nella seconda puntata andiamo ad approfondire argomenti più interessanti sotto altri punti di vista. Seguirà una terza puntata, ma forse non l'ultima! Stiamo verificando delle segnalazioni pervenute in sede che meritano attenzione, per ora non anticipiamo nulla ma forse alla terza puntata scopriremo...

SECONDA PARTE

ILLUMINO L’IMMENSO

Altro capitolo l’illuminazione pubblica. Quindici anni son passati, dalle prime denunce e segnalazioni di zone del quartiere al buio, una su tutte l’area del Parco del Grugnotorto ora GruBria con rispettiva ciclabile. Dicasi ben quindici anni. Ad onore del vero la ciclabile è stata illuminata dobbiamo darne atto, inaugurata in pompa magna anticipando il PROGETTO ILLUMINA. Poi, pian piano…molto piano, così pianino tanto che si è fermato il PROGETTO. E' stato sostituito qualche lampione? Si...e tanti no. Del progetto ILLUMINA non si è saputo più nulla, alcune zone sono rimaste con il lumino in mano, alcune piazze hanno le luci psichedeliche in stile discoteche anni 70/80. I conti di quanto è costato alle casse del Comune l’acquisto da Enel Sole dei lampioni non ve lo diciamo, sappiate che sono stati acquistati e ridati in concessione ad Enel X che ha vinto la gara d’appalto, ma questi sono i misteri. A tale proposito abbiamo fatto una manifestazione simbolica in occasione della festa d'inaugurazione lungo i viali del parco a lume di lumini del cimitero.

TELERISCALD..EREMO

Presentato alla cittadinanza come l’innovazione del nuovo millennio, i lavori della rete di teleriscaldamento hanno interessato la dorsale nord-sud di Muggiò per circa due anni, periodo COVID compreso, a Taccona i lavori hanno occupato dal ponte del Villoresi, alla rotonda per Cinisello. Precisiamo: bruciare rifiuti per produrre acqua calda non è l’innovazione del secolo, o meglio la è ma di quello scorso considerato che ci sono comuni ai confini che ormai sono venticinque anni che utilizzano questa forma per riscaldare gli stabili due su tutti Cinisello Balsamo e Sesto San Giovanni. Detto questo, tutti pensavate servisse al nostro territorio? In parte si, ma lo scopo primario era implementare la centrale di Cinisello, tant’è che appena collegata la rete che arriva dal termovalorizzatore di Desio sono partiti i lavori per aumentare gli stabili collegati a…Cinisello! Di quanti hanno usufruito della rete a Muggiò a parte gli stabili comunali e le scuole non è dato sapere, qualcuno certamente si. Considerato che buona parte degli stabili a Taccona sono dotati di riscaldamento autonomo, non crediamo abbia avuto un grande successo. Detto questo in nome della trasparenza sarebbe stato più corretto dire che c’era uno scopo ben preciso per realizzarlo. Magari se poi durante l’esecuzione degli scavi si fosse pensato di posare i sottoservizi che sarebbero potuto servire per altro, che dire…la fibra ottica per esempio, avremmo evitato di vedere riscavare pochi mesi dopo andando a rovinare il manto stradale appena fatto. Un appunto sulla fibra ottica: considerato che anche in questo caso sono usciti articoli di giornale che si lodavano dell’accordo con FIBERCOOP per la posa della medesima, sarebbe interessante capire perché ci sono zone dove non è prevista (fonte FIBERCOOP), come mai questa disparità di trattamento? Sono cittadini di serie B? Ma soprattutto dove sono gli uffici preposti a controllare?

ONERI e ONORI

Ormai da anni è consuetudine dare concessioni in cambio di lavori pubblici. L’abbiamo scritto nell’articolo IL PREZZO DA PAGARE (http://www.taccona.it/ind.../articoli/98-il-prezzo-da-pagare). L’attuale giunta, per Taccona, ha cominciato con l’area barbecue morta prima ancora di nascere (oneri Leroy Merlin) e concluderà con la copertura della Pista Polifunzionale (oneri AT2-DHL e vari), passando al rifacimento di via Sondrio (oneri Alisea AT3 – Porta Sud), di via Pavia (oneri Malvestiti), Area Feste se così si può chiamare (oneri Meroni per Beep's) nel Parco. Apriamo una parentesi con Piazza Cooperazione (oneri Alisea - AT3 Porta Sud): che la vecchia conformazione lasciasse un po’ a desiderare potremmo anche essere d’accordo ma che la stessa venisse rifatta dopo neanche vent’anni...Parliamone! Arrotondando spigoli ma il risultato non cambia sempre cemento è rimasto! Quella piazza con la Giunta Fossati costò alla comunità la modica cifra di oltre 300.000 euro, che necessità c’era di rifarla? I soldi a scomputo per gli oneri di urbanizzazione si potevano investire in opere più utili? Chiudiamo la parentesi con la copertura della pista di pattinaggio oggi ribattezzata Pista Polifunzionale con relativi parcheggi fronte palestra Coppi (oneri Perlacorallo per AT2-DHL). Abbiamo inviato il 29.02.2024 due specifiche richieste/lettere di chiarimenti indirizzate al Sindaco e rispettivi Assessori, ad oggi 13.03.2024 senza alcuna risposta. Lo scempio che è stato fatto in quell’area è innominabile e rispecchia il modus-operandi del decennio passato. Piante estirpate e alberi tagliati per permettere la realizzazione di parcheggi come se in quella zona mancassero, sarebbe bastato girare l’angolo per vedere l’enorme parcheggio fronte campo di calcio dell’oratorio, ex campo del Taccona Calcio. Della copertura della pista invece avremmo modo di capire a chi servirà e se a fronte di favoritismi per una o altra associazione fosse necessario abbattere alberi e coprire con lamiera un’area che si rivelerà punto di aggregazione non giovanile ma delinquenziale come gli anni precedenti dove ci furono tra le altre cose diverse rapine allo sportello bancario automatico presente nella piazza Libero Grassi. La risposta ad oggi è stato un articolo sulla stampa locale che si pregiavano del fatto di averla pensata (?) ribadiamo senza avere nemmeno sentito il parere delle famiglie che abitano pei palazzi e villette adiacenti e che hanno denunciato in passato il degrado e il vandalismo nella zona! Anche in questo caso avevamo scritto e come supponevamo il “nuovo cuore” di Taccona ha cominciato a soffrire di tachicardia (http://www.taccona.it/.../102-della-porta-sud-dell-at2-e...)

(segue 16.03.2024)

Cari Concittadini iniziamo oggi un resoconto puramente personale degli ultimi 10 anni di Governo del Territorio. Volutamente l'abbiamo diviso in più parti per darvi modo di riflettere, per chi ha voglia, tra una puntata e l'altra. Buona lettura.

PRIMA PARTE

Eccoci qui a tirare le somme di dieci anni di giunta uscente, come avevamo auspicato nell’articolo CHIEDILO A PIETRO nel lontano 2014 (http://www.taccona.it/index.php/articoli/64-ciedilo-a-pietro) dedicato all’allora Sindaco Pietro Zannantoni, speravamo di non scrivere un articolo dal titolo CHIEDILO A MARIA, ma purtroppo questi lunghi anni di governo del territorio ci vedono costretti a puntualizzare su argomenti triti e ritriti e magari con qualche aggiunta. Vogliamo premettere ai malpensanti che non è un atto d’accusa per fini politici, per uno o l’altro schieramento, l’Associazione è super partes e sempre dalla parte dei cittadini, così giusto per precisare.

IL DECORO QUESTO SCONOSCIUTO.

Partiamo da una gestione disastrosa di quello che viene nominato DECORO URBANO. L’attuale giunta uscente, al primo mandato istituii un assessorato apposito. L’operato è sotto gli occhi di tutti, nulla è cambiato ad eccezione di un paio di piazze e rotonde, ovviamente realizzate con vari oneri di urbanizzazione, ne parleremo più avanti. Esordì nel 2014 con l’area barbecue ad oggi abbandonata a se stessa, passò al giardino delle farfalle, fino ad arrivare alla realizzazione in atto della copertura della pista di pattinaggio fronte palestra scuole che probabilmente scatenerà le ire dei vicini residenti. Lo stato delle strade e marciapiedi è sotto gli occhi di tutti e quelli rifatti in occasione del passaggio del teleriscaldamento sono state di nuovo riaperte per passare la fibra ottica, ma anche questo è un argomento che affronteremo di seguito. Diciamo che di decoroso è rimasto ben poco. Ci fermiamo al quartiere, potremmo sconfinare verso il centro… ma non lo facciamo! Evitiamo di girare il coltello nella piaga.

IL VERDE TENDENTE AL GIALLO.

Di pari passo a quanto scritto sopra c’è la questione verde. Dal primo al secondo mandato c’è stato l’avvicendarsi della sedia ma il risultato non è cambiato. Penoso è stato il primo…il secondo lo eleviamo al cubo! Siamo stanchi di sentire le solite scusanti del caso, tra l’altro copiate dalle giunte precedenti. L’ultima stagione è stato l’epilogo di una gestione pessima, risultato di bandi al ribasso con aziende che non conoscono il territorio, che probabilmente hanno scoperto che esiste una città che si chiama Muggiò sfogliando un “TUTTO CITTA” degli anni ’80. Più disarmanti sono le scusanti: la pioggia, il sole, il vento non bastano per giustificare quanto i cittadini hanno subito in questi anni. Le risposte degli uffici preposti le rimettiamo ai mittenti, quando rispondono ovviamente. Capire che il territorio a verde non è possibile gestirlo con quattro soldi e capire che se non si controlla il lavoro che viene svolto dalle imprese si rischia che lavorino ancora più al ribasso dei costi è elementare. Ma no…Muggiò è oltre! Qui ci si nasconde dietro gli angoli a guardare (cit.) e si pensa, si pensa al tempo, alla pioggia, al sole, al vento…tranne a controllare e fare un piano del taglio del verde degno di tale nome. Basta con queste scuse! E’ dalla creazione del mondo che in primavera piove, d’estate c’è il sole vengono i temporali e in autunno cadono le foglie...che nessuno raccoglie, insieme all’erba tagliata!

ZANZARA AMANTE MIA

Vabbè che dire, ormai è stato scritto di tutto da anni. Nulla non c’è modo di porre rimedio. Continuate a prendervi a sberle! Non vediamo altra soluzione. La situazione era già tragica nel 2011 quando scrivemmo l’articolo MUGGIO’ SE LA RIDE…TACCONA SE LA GRATTA. Pertanto RACCOMANDIAMO: “evitare l’abbandono definitivo o temporaneo negli spazi aperti pubblici e privati, compresi terrazzi, balconi e lastrici solari, di contenitori di qualsiasi natura e dimensione nei quali possa raccogliersi acqua piovana ed evitare qualsiasi raccolta d’acqua stagnante anche temporanea; procedere, ove si tratti di contenitori non abbandonati bensì sotto il controllo di chi ne ha la proprietà o l’uso effettivo, allo svuotamento dell’eventuale acqua in essi contenuta e alla loro sistemazione in modo da evitare accumuli idrici a seguito di pioggia; diversamente, procedere alla loro chiusura mediante rete zanzariera o coperchio a tenuta o allo svuotamento giornaliero, con divieto di immissione dell’acqua nei tombini; non si applicano tali prescrizioni alle ovitrappole inserite nel sistema regionale di monitoraggio dell’infestazione”. Ma SOPRATTUTTO: “tenere sgombri i cortili e le aree aperte da erbacce, sterpi e rifiuti di ogni genere, in modo da impedire lo scarico di immondizie e di altri rifiuti e sistemandoli inoltre in modo da evitare il ristagno delle acque meteoriche o di qualsiasi altra provenienza; provvedere nei cortili e nei terreni scoperti dei centri abitati, e nelle aree ad essi confinanti incolte od improduttive, al taglio periodico dell’erba. Ai soggetti pubblici e privati gestori, responsabili o che comunque ne abbiano l’effettiva disponibilità di scarpate ferroviarie, scarpate e cigli stradali, corsi d’acqua, aree incolte e aree dimesse, di: mantenere le aree libere da sterpaglie, rifiuti o altri materiali che possano favorire il formarsi di raccolta d’acqua stagnanti ecc..ecc... “ (cit. ORDINANZA SINDACALE N. 10 del 30.06.2023). Ecco avete letto bene. Praticamente quello che il Comune non fa. Quindi in parole povere, fanno un’ordinanza intimando il cittadino di tagliare l’erba e di raccoglierla al fine di evitare ristagni e putrefazioni varie per il proliferare delle zanzare e il Comune è il primo che non la rispetta!

Voi cittadini rischiate le multe sappiatelo, il Comune invece se ne può sbattere gli zebedei come ha fatto a meno che non si auto-sanziona . Cosa poco probabile!

Come avrebbe detto la Sora Lella…ANNAMO BENE, PROPRIO BENE!

Ci credevamo, un po’ ci speravamo, eravamo quasi convinti…ma come spesso accade, non sempre c’è un lieto fine. La vicenda del Multiplex, per gli amici il “Magic Movie”, si avvia (forse) a una conclusione sacrificando l’ambiente e il parco.

Facciamo un passo indietro di oltre vent’anni; le fidejussioni depositate, riscosse dall’Amministrazione comunale, versate a garanzia per gli oneri di urbanizzazione sarebbero servite alla realizzazione di percorsi pedonali, un laghetto, un anfiteatro, strutture per la promozione di prodotti agricoli e altro alla valorizzazione del Parco.

Allo stato attuale, invece, l’Amministrazione si limiterà ad abbattere il rudere, lasciando una “bella buca” di circa 3-4 metri di profondità per un’estensione di circa 10.000 mq., parcheggi esclusi.

Avete letto bene! Quello che ormai è diventata una discarica a cielo aperto con cumuli di macerie in parte pericolose, automezzi carbonizzati e cumuli di copertoni a oggi non saranno toccati. Nel frattempo la natura sta facendo il suo lavoro, nascondendo abilmente con piante e sterpaglie quello che l’uomo ha deturpato, fino al prossimo autunno/inverno.

Sussurrano le forze politiche fingendo l’interessamento per le sorti del Parco, sussurra il Sindaco che, innocentemente, afferma che secondo i legali “tolto il Multiplex, è possibile non realizzare le opere di urbanizzazione” . Secondo questa bizzarra opinione la realizzazione di 2.400mq di piste ciclopedonali, di 2.100mq di piazzole con relativi impianti di illuminazione, la formazione di un prato perenne di 66.000mq, la piantumazione di 500 alberi, la realizzazione di 10.000mq di laghetto con annessa club-house, di un anfiteatro e di due padiglioni per ospitare attività inerenti al parco ebbene tutte queste opere di urbanizzazione non erano per nulla necessarie a strutturare il Parco, a migliorare l’ambiente e la qualità della vita dei cittadini muggioresi e non solo! Al contrario, quelle opere non erano altro che un ornamento del Multiplex, un orpello di cui, venuto meno lo scatolone può tranquillamente fare a meno per dirottare le risorse su opere per le quali non si sono state in grado di reperire diversamente le somme necessarie. “ I legali si sono accordati…” continua il Sindaco, nel suo intervento in Consiglio Comunale. Non è messa in dubbio la legalità dell’accordo, premesso però che il voto nell’allora Consiglio Comunale prevedeva l’utilizzo dell’importo al solo fine dell’acquisto, demolizione e della riqualificazione dell’area, ma come d’incanto i “legali si sono accordati” pertanto decade il diritto dei cittadini di avere un ambiente più sano e un parco più fruibile.

Come Associazione Taccona, Amici del Parco del Grugnotorto, ci saremmo aspettati una presa di posizione di tutte le associazioni; vero che, i primi segnali di un totale mutismo a tal senso lo abbiamo avuto già nel lontano 2019 quando con una lettera chiedevamo un sostegno/supporto alla battaglia che stavamo intraprendendo e fatto salvo dai rappresentanti del M5S, di Rifondazione Comunista, della lista civica ORA PER MUGGIO’ e della PRO LOCO, unici che hanno sposato la causa; dalle altre associazioni, partiti politici, liste civiche, purtroppo nulla, “il silenzio è d’oro”. Ci saremmo aspettati un appoggio incondizionato dalla società civile, ma oltre agli attacchi via social dai soliti noti, non abbiamo ricevuto nulla. Niente all’inizio della denuncia nel novembre 2019 e niente ora con progetti alla mano. Almeno una pacca sulla spalla potevate azzardarla! Così anche per finta.

A questo punto abbiamo il timore che qualcuna di loro si sia prestata ai soliti giochi, magari sussurrando all’amministratore di turno che sarebbe favorevole a prendersi in carico un bel pezzo d’asfalto, se quel pezzo d’asfalto fosse utilizzato per…

Ci aspettavamo un risalto maggiore dalla stampa locale, ma anche in questo caso ci si è limitati al solito articolo farcito con le dichiarazioni del Primo Cittadino in stile “Ctrl+C/Ctrl+V”, senza un contraddittorio da chi ha scoperchiato il vaso, denunciando il degrado dell’area.

Scommettiamo che in odore di campagna elettorale qualcosa si muoverà? Non ci riferiamo ovviamente alla demolizione, che è già partito l’iter burocratico.

Vogliamo pensare di avere capito male le dichiarazioni del Sindaco, sarebbe auspicabile che tutte le associazioni si rifiutassero di prendere in carico un qualsivoglia residuato di cemento/asfalto frutto della più grande disgrazia ambientale che ha devastato il parco sul nostro territorio.

Inutile rimarcare che siamo contrari a consolidare i danni ambientali legati al Multiplex dati dalla permanenza dei parcheggi e la realizzazione di un enorme buco. Chiediamo che l’intera area sia sottoposta a un serio progetto di recupero ambientale in tutte le aree compromesse.

La bottiglia di prosecco nel frigorifero, resta in attesa di essere stappata al primo colpo di mazza. Poiché sono passati quasi due anni dalla data annunciata in consiglio comunale e sulla stampa locale, abbiamo il dubbio che ormai abbia il sapore un po’ acidognolo.

Il Direttivo

Cari Concittadini, apprendiamo dal sito istituzionale e dalla stampa locale che il Comune ha acquistato all’asta l’area del Magic Movie – Multiplex alla modica cifra di un milione e seicentocinquantamila euro pagandolo con una fidejussione riscossa e tributi non versati. Non spetta a noi giudicare se la scelta sia o meno ponderata, se sia stata lungimirante oppure viceversa una scelta sbagliata. Quello che invece sappiamo che chi ne esce vincitore in parte, da questa vicenda è la curatela fallimentare, che dopo diverse aste andate a vuoto si vede depositate nelle casse una cospicua cifra e la cancellazione dei debiti con il Comune a fronte di nessun intervento messo in atto per la sicurezza e pulizia di quella che è diventata una enorme discarica a cielo aperto e anche chiuso.

La storia del Magic Movie è vecchia, parte dal lontano 1991 con una variante al Piano Regolatore e vendita di terreni, susseguita da finanziamenti statali, ricorsi al TAR, vittorie e sconfitte dell’allora imprenditore, abusi edilizi e concessioni comunali, mafia cinese e criminalità organizzata nostrana, fallimenti. Quello che abbiamo sotto gli occhi da vent’anni è solo l’epilogo; le macerie di un affare partito male con una fine, forse, già scritto dalla posa della prima pietra. Una delle tante che sono presenti nella nostra penisola.

L’acquisizione del complesso con annessi e connessi, non è una vittoria come si vuole fare credere! Ma bensì una, non tanto magra consolazione; forse l’unica strada percorribile per mettere la parola fine ad un abuso di suolo indiscriminato in un’area protetta.

Quella zona di cui fino al dicembre 2019 tutti parlavano ma nessuno ha mai voluto affrontare come vero problema. Un degrado più volte segnalato dalla nostra Associazione, a cui veniva dato ogni tanto il “contentino” di una spolverata approssimativa alzando il tappeto del salotto e spazzando sotto la polvere. Quel sito che “è mio, ma non è mio. Io arrivo qui…più in là non mi riguarda” parafrasando una antica filastrocca in dialetto: L’è tua, l’è mia, l’è morta a l’umbrìa, come se la sicurezza e la salute dei cittadini avesse una proprietà.

Lo stesso segnalato a tutte le autorità del territorio senza ricevere risposta, come fosse una vergogna famigliare che non bisogna fare sapere a nessuno, perché il paese è piccolo e la gente mormora e nel contempo, nel corso degli anni al suo interno è stato girato un video-clip musicale, si organizzano caccie al tesoro sul web, si gioca a nascondino, a Soft-Air, ci sono incursioni di amanti dell’archeologia demenziale e non più tardi di settimana scorsa c’erano gruppi di ragazzini in esplorazione.

Ci sono voluti anni e segnalazioni per capire di mettere una barriera all’ingresso dalla strada provinciale, quanto meno a disincentivare l’abbandono di carcasse di automezzi e materiale inquinante nelle notti di luna piena. Dissero “non si può fare” per mesi e poi lo fecero, solo dopo che era colma di rifiuti. Sempre e solo dopo!

Da lì è partita la prima campagna elettorale dell’attuale Sindaco sette anni orsono, vogliamo sperare che non passino altrettanti per vedere la sua completa demolizione e la bonifica dell’intera area, perché auspichiamo che sia stato redatto un progetto e un piano attuativo, il tempo per pensarci e progettare c’è stato considerato che come da dichiarazioni rese: “Questa ferita aperta è sempre stato un pensiero costante”.

Ora l’alibi della proprietà è decaduto, adesso l’interlocutore è unico, la responsabilità per quello che accade all’esterno e all’interno ricadrà sul Comune.

L’Associazione continuerà a monitorare l’area denunciando abusi e sversamenti di materiale inquinante. Momentaneamente la bottiglia Prosecco rimane nel frigorifero in attesa di stapparla al primo colpo di pinza demolitrice o carica di tritolo, sperando non diventi aceto…al limite andrà bene per condire la cicoria selvatica che raccoglieremo in mezzo ai campi del Parco.